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AUTORE: Roberto Franchini
Musica per ballare e per divertirsi, musica da ascoltare, musica per pensare e per sognare. Nel corso dei decenni, il jazz è stato tutto questo e molto altro. Questa è la prima storia del jazz a Modena, arricchita da immagini inedite o poco viste. In questo libro, si racconta di famose star americane e di misconosciuti musicisti italiani, di grandi orchestre e di solisti popolari, di Louis Armstrong e di Gerry Mulligan, di Chet Baker e Gil Evans, di Steve Lacy e di Ornette Coleman, raggiunto sul palco del teatro Comunale da Patti Smith. Si parla di teatri e di locali, di festival fortunati e di rassegne squattrinate, di molti concerti e di platee a volte semideserte. E si racconta di come il jazz non divenne la musica dei giovani perché velocemente sorpassato dal nascente rock and roll.
Formato: 24x17
Pagine: 384
I discepoli della tigella rovente
Fino agli anni ’60 del secolo scorso si potevano assaporare solo capitando per caso in qualche antica locanda sulle montagne del Frignano. Poi il segreto delle crescentine, custodito gelosamente per un millennio tra i caldi focolari dell’Appennino, è rotolato fino a valle e ha dato nuova vita a un piatto antichissimo, divenuto in breve tempo uno dei più amati della cucina modenese.
Ma si chiamano crescentine o tigelle? Ecco il vero dilemma che accompagna la calda focaccia e il suo morbido e avvolgente ripieno di cùnza. Crescentine, dicono i puristi, perché le tigelle sono i dischi di terracotta che, arroventati tra le braci del camino, consentono all’impasto di crescere e divenire
croccante e profumato al punto giusto. Divenire, insomma, una crescentina. Tigelle, ribattono i linguisti, perché da che
mondo è mondo le parole mutano, giocano e si scambiano di posto: ecco che il nome della base di cottura diventa il nome del cibo che vi si cuoce sopra.E se su questo tema ancora qualche controversia rimane, nessun dubbio sull’eccellenza di questo piatto semplicemente geniale.
In questo volume sono raccolte le storie e le pietanze di più di sessanta locali di Modena e provincia che somministrano crescentine di sicura qualità, nel rispetto della tradizione e della genuinità degli ingredienti. Più di sessanta luoghi di ristorazione dove ogni giorno si rinnova un culto millenario, quello dello stare a tavola, e dove sempre si è disposti a imparare qualcosa di nuovo.
F.to 22x22 - cartonato pp. 200
Guarda quanti soldi ha quella Befana.
Un tango con Carlos Gardel.
Un magico incontro e una straordinaria amicizia con il cantor di Tango argentino per eccellenza: Carlos Gardel. Panama a tesa larga, brillantina sui capelli, sigaretta fra le dita e un sorriso ammaliante, è stato l’imprevedibile animatore dei salotti e degli arrabales di Buenos Aires dei primi decenni del XX Secolo.
Essenza e mitologia tanguera, eterno oltre la cronaca, considerato la massima espressione della canzone popolare del Rio de la Plata, fu l’artefice della genesi del Tango-Canción, interpretando versi capaci di esternare al meglio i sentimenti tipici della vita Porteña del suo tempo. La sua voce è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale dell’Umanità.
Formato: 21x15
Pagine: 164

Bologna
Della mia collana di libri fotografici, questo è il secondo dedicato a Bologna.
È il fascino contagioso che questa città evoca e che, dopo dieci anni dalla precedente edizione, mi ha richiamato a percorrere, con la macchina fotografica, luoghi una volta familiari dove ho trascorso un tempo della mia giovinezza. (Gianfranco Levoni)
Formato: 28x38 cartonato
Pagine: 176
La Città dei Ragazzi di Modena.
Don Mario Rocchi e un sogno lungo 70 anni.
Dallo slancio profetico di due giovani preti, don Elio Monari e don Mario Rocchi, ha preso vita al termine del secondo conflitto mondiale la Città dei Ragazzi di Modena, luogo concreto e simbolo di amore verso le giovani generazioni, che sono corpo e anima del futuro. Nelle pagine di questo libro troverete la storia, i racconti, le testimonianze, i luoghi e i volti di una straordinaria avventura che vive da 70 anni e che continua a nutrirsi dello stesso sogno: il Vangelo.
Formato: 28x21
Pagine: 324

La donna è mobile
Un matrimonio in crisi e la più grande occasione della vita. Su queste due direttrici si inseguono inquieti i destini di Paolo e Francesca, baritono cinquantaseienne e fallito lui, giovane soprano di belle speranze lei: uniti dall’amore per la musica e da un sentimento che si è fatto ogni giorno più tiepido, fino a congelarsi del tutto. O no? Se il paradiso può attendere, anche marito e moglie dovranno rimandare la risoluzione dei loro problemi di cuore. C’è un’opera da mettere in scena, e non una qualsiasi: Il Rigoletto di Verdi, con due ruoli da protagonisti. È il treno giusto, il più importante, l’ultimo. Ma vita e arte difficilmente possono rimanere lontane. Così, mano a mano che si calano nelle atmosfere e nelle vicende dell’opera, i sentimenti dei protagonisti arrivano a fondersi e confondersi con le grandi, intramontabili figure umane del dramma verdiano. Gavioli si cimenta con documentata devozione e sottile ironia nella rappresentazione del variegato universo della lirica, intrecciando due storie parallele che si rincorrono su e giù dal palcoscenico, fino a quando, dopo un’attesa sapiente, il sipario potrà sollevarsi sul colpo di scena finale.
Formato: 21x15
Pagine: 180
Il ladro di miracoli
Modena, 30 gennaio 1930 – Dalle finestre del commissariato, Eleuterio Dallari scruta il cielo con trepidazione: è un cielo che promette neve, proprio come piace a lui.
Eppure, mentre una coltre candida ammanta una città sempre più silenziosa, uno strano caso giunge a turbare la vigilia della festa del partono. Un caso che insegue il commissario Dallari fin dentro le mura domestiche, e che non lo abbandonerà fino a quando tutti gli attori di un’intricata vicenda non avranno gettato la maschera: chi ha sottratto la venerata immagine della Madonna del Murazzo? Chi si è introdotto nello studio dell’avvocato Bisighini? A chi appartiene quel corpo, rinvenuto fortunosamente sotto la neve?
Sullo sfondo, la roboante macchina del regime fascista si appresta laboriosamente ad accogliere in città il segretario del partito Turati. Tutto deve essere perfetto.
O almeno, apparire perfetto.
Formato: 21x15 cartonato
Pagine: 232

Ivo. Un fascista, un padre, un uomo
Ivo Silingardi è, senza troppi giri di parole, un fascista. Lo è durante la sanguinosa campagna di Grecia nella seconda guerra mondiale, lo rimane dopo l’otto settembre 1943, quando, provato nel corpo e nello spirito, accetterà di entrare nei quadri amministrativi della Repubblica di Salò. Lo è, infine, quando dopo la guerra tenta di far valere i suoi meriti di soldato in un Paese che lo rigetta e gli volta le spalle, non sempre per nobili motivi.
Sono gli occhi del figlio Francesco che rileggono e rivivono queste vicende, narrate nei minimi dettagli con una prosa vivace e intima, che riflette uno spirito libero da condizionamenti ideologici.
Questo non è un libro per nostalgici. È, piuttosto, un libro carico di nostalgia.
Perché la forza che muove queste pagine, e che le rende a tratti commoventi, è il desiderio dell’Autore di restituire dignità e memoria non a un ideale perduto, ma a un uomo: suo padre.
Formato: 21x15
Pagine: 192
IL VOLUME "C'ERA UNA VOLTA IL PALAZZO DUCALE DI MODENA" AFFASCINA IL MINISTRO DELLA DIFESA ROBERTA PINOTTI
Martedì 20 ottobre 2015 si è svolta la presentazione del volume "C'ERA UNA VOLTA IL PALAZZO DUCALE DI MODENA - ONCE UPON A TIME" di
Roberto Franchini a Roma, nella splendida cornice della Biblioteca Militare Centrale dello Stato Maggiore dell'Esercito. All'evento hanno partecipato il Ministro della Difesa Sen. Roberta Pinotti, il Senatore Stefano Vaccari, Segretario della 13° Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica e il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale di Corpo d'Armata Danilo Errico. Ha moderato la presentazione il giornalista Ettore Tazzioli di TRC
Come dare voce a un monumento tanto complesso e stratificato, dalle innumerevoli evoluzioni architettoniche e dai continui avvicendamenti storici e politici? Roberto Franchini risponde a questo interrogativo presentandoci una galleria di 13 personaggi che hanno intrecciato la propria sorte con quella del palazzo, dal suo concepimento fino all'età contemporanea. Storie, aneddoti, notizie e curiosità, ma anche e soprattutto immagini: questa la colonna portante del progetto editoriale, che ha previsto un'accurata ricerca iconografica condotta su documenti, oggetti d'arte e fotografie storiche. Nel piacere del racconto, si inserisce la suggestione di una figura evocativa, di un dipinto più o meno celebre, di fotografie rare e in molti casi inedite che ci mostrano un luogo abitato dai protagonisti della storia antica e recente.
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La storia della scuola militare più vecchia al mondo

La storia della scuola militare più vecchia al mondo. C’era una volta il Palazzo ducale di Modena è la storia di un simbolo. La sontuosa reggia barocca voluta da Francesco I d’Este, oggi sede dell’Accademia Militare di Modena, domina da quattro secoli lo spazio cittadino, sul quale si erge come imponente palcoscenico del potere. Le stanze superbe, i cortili, gli spazi di rappresentanza e di servizio hanno visto avvicendarsi nel tempo alcuni dei capitoli più importanti della storia nazionale ed europea, conoscendo da vicino i personaggi celebri che hanno contribuito a scriverla. Questo racconto di parole e immagini ci accompagna alla scoperta di un luogo simbolo, capace di trasformarsi senza cambiare di segno.






