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Libri vari 0 - Autieri Associazione Modena

Autieri Associazione Modena
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Aggiornato
13/10/2026
a Modena in via Ciro Menotti, 170
dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 (NO stop)
Potete sfogliare il catalogo comodamente da casa
e ordinare sul nostro sito. Le consegne a domicilio saranno super rapide!


Fino a dove può spingersi un essere umano per sopravvivere ai propri ideali?
Scegliendo di arruolarsi nel 1938 – appena diciottenne – convinto sostenitore della Patria, Giovanni Cortellini verrà a trovarsi a confronto con una realtà non prevista.
Dopo l’esperienza tragica della campagna di Russia, l’8 settembre 1943, a Vipiteno, fu fatto prigioniero dai tedeschi e cominciò la sua odissea nei campi di concentramento prima in Polonia e poi in Germania. Rifiutare di aderire alle SS o alla R.S.I. significò soffrire la fame fino allo sfinimento, essere umiliati senza motivo, vivere in baracche o camerate sudice, chiusi nel reticolato controllato dalle sentinelle: un lucido progetto per indurre i prigionieri al lavoro forzato.
Una RESISTENZA, resa possibile dalle lettere – attese con trepidazione – della famiglia e della fidanzata, che determinò un ripensamento dei valori e dei “miti” della giovinezza per aprirsi ad un futuro di pace.
Nella violenza estrema della guerra ci furono però anche incontri nei quali prevalse la comune umanità o addirittura l’emozione di trovare nella famiglia Wettwer rispetto, calore e condivisione di piaceri culturali come la musica: “un’oasi di gentilezza e di pace nell’inferno della prigionia ” (Giovanni Cortellini)
Una riflessione che vale anche per l’oggi.
“È una vicenda che per noi, generazioni figlie della tecnologia, a volte potrebbe sembrare frutto di fantasia. Eppure, è una storia vera assolutamente autentica e genuina tramandata dai testimoni e protagonisti diretti”.
Germano, a metà tra cronaca e romanzo, ha la capacità di riportare in vita storia e quotidianità dell’appennino modenese attraversato dal conflitto degli anni ’40. Racchiude la chiave di a cosa ha rappresentato, nella vita di tutti i giorni, la Seconda Guerra mondiale che abbiamo studiato sui libri. Trapianta chi legge dentro quelle giornate, fino a poter sentire il profumo del pane sulla tavola, il suono delle parole dei protagonisti, la fatica del lavoro nei campi, la paura e l’angoscia della morte. L’autore scompare e il libro si trasforma in un nonno che seduto sulla sedia a dondolo racconta gli accadimenti, la sua storia, bella e drammatica: l’esperienza della Repubblica di Montefiorino, la ferocia delle stragi – narrate come con una cinepresa – di Monchio, Susano e Costrignano, la straordinaria umanità delle donne e degli uomini dell’appennino emiliano.
“L’orario e l’orologio”, sono tra i principali strumenti di lavoro del ferroviere, quelli che li uniscono tutti, in qualsiasi parte del mondo, il gesto rituale di guardare l’orologio prima di fischiare la partenza è sempre lo stesso, ovunque il ferroviere si trovi. Un fischio liberatorio che scatena finalmente la potenza dei cavalli di quella fantastica macchina che è la locomotiva. “Senza orologio non c’è ferrovia”, una frase che risuona come un obbligo da parte di ogni ferrovia ad avere un orologio che controlli il tempo dei treni, ecco perché a nostro parere gli orologi ferroviari di maggiore importanza e valore storico, sono quelli ufficiali, quelli cioè che i ferrovieri hanno ricevuto dalle loro amministrazioni, e come tutti gli oggetti ferroviari ne portano il marchio. Il mondo del collezionismo ferroviario e dell’orologeria ha iniziato da pochi decenni a rivalutare questi orologi, per lo più da tasca. Un grande lavoro di ricerca attraverso gli archivi nelle varie biblioteche sparse in Italia. Il materiale trovato è stato suddiviso cercando di spiegare al lettore non collezionista le specifiche di questi orologi, descrivendo in maniera dettagliata le procedure che il personale viaggiante delle ferrovie adottava per il buon uso di questi oggetti da lavoro. La descrizione degli orologi avviene in base alla marca e alla data di produzione. I capitoli del libro vengono interrotti da pagine di curiosità, che
descrivono sinteticamente alcuni aspetti del mondo ferroviario. Nella descrizione degli orologi ferroviari abbiamo inserito le caratteristiche tecniche e le foto dettagliate del quadrante, del fondello, e del movimento, affinché il lettore possa ben riconoscere l’orologio in questione. Il libro termina con una dettagliata raccolta di normative riguardanti appunto l’uso e la manutenzione di questi orologi. Questo libro è dedicato a tutti gli appassionati di questi due mondi: orologi e ferrovie.

         
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Cav. Luciano Bianchini
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